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Dalla richiesta “strana” al vantaggio competitivo: come la direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori (ECGT) sta cambiando la gestione di artwork e green claims nel packaging

15 settembre 2026

Dalla richiesta “strana” al vantaggio competitivo: come la direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori (ECGT) sta cambiando la gestione di artwork e green claims nel packaging

Di Daniela Infante - Client Success Manager My Media Connect

Di recente, un regulatory affairs manager ci ha posto questa strana domanda:

“Vi contatto perché vorrei sapere se esiste un modo rapido per scaricare da My Media Connect tutti gli artwork che abbiamo già approvato. Ci serve perché, a causa della nuova normativa sulla responsabilizzazione dei consumatori, dobbiamo rivederli tutti alla ricerca di green claims e scaricarli uno a uno dalla piattaforma può essere molto laborioso. Potreste aiutarci?”

Dato che questo cliente ha migliaia di artwork approvati all’interno di MyMediaConnect, la richiesta ci è sembrata strana, ma senza dubbio scaricarli a mano sarebbe stato estenuante.

In realtà, il suo obiettivo era verificare se i propri prodotti fossero conformi alla normativa ECGT (Empowering Consumers for the Green Transition), nota in Italia come direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde o direttiva “anti-greenwashing”. Insomma, una revisione più che necessaria, che dimostra quanto prenda sul serio il proprio ruolo.

E tu, sai in cosa consiste questa normativa? Te lo spieghiamo qui, concentrandoci su ciò che conta davvero per i team di regulatory affairs, packaging, marketing e direzione generale.

Che cos’è la direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori (ECGT)?

La Direttiva (UE) 2024/825, denominata “Empowering Consumers for the Green Transition” (ECGT), è la norma europea che inasprisce le regole sulle dichiarazioni ambientali e sociali rivolte ai consumatori finali.

È stata adottata il 28 febbraio 2024, pubblicata nella GUUE il 6 marzo 2024 e deve essere recepita negli ordinamenti nazionali entro il 27 marzo 2026, con piena applicazione a partire dal 27 settembre 2026.

In Spagna, questa direttiva viene recepita attraverso il progetto preliminare di legge sul consumo sostenibile (Anteproyecto de Ley de Consumo Sostenible), che modifica la legge generale spagnola a tutela dei consumatori e degli utenti e introduce nuovi divieti e requisiti per i green claims in pubblicità, packaging, landing page e qualsiasi comunicazione commerciale B2C.

Il punto chiave: non è previsto alcun periodo di tolleranza per il packaging già prodotto. Le nuove regole si applicano dal 27 settembre 2026 ai prodotti commercializzati a partire da tale data, indipendentemente da quando la confezione sia stata progettata o stampata.

Chi è realmente interessato?

Qualsiasi azienda che comunichi la sostenibilità ai consumatori finali nell’UE, a prescindere dalle sue dimensioni.

Ciò comprende:

  • Marchi del settore alimentare, bevande, cura della persona, casa, ecc.
  • Distributori e retailers con marchio proprio
  • Aziende che utilizzano claims su packaging, pubblicità, e-commerce, social media, volantini, ecc.

La norma non disciplina le comunicazioni B2B interne né la rendicontazione di sostenibilità aziendale (CSRD), bensì tutte le comunicazioni commerciali rivolte al consumatore finale che suggeriscano un beneficio ambientale o sociale.

Se sul tuo packaging compaiono diciture come “eco”, “sostenibile”, “rispettoso del pianeta”, “impronta ridotta”, “biodegradabile”, “climaticamente neutro”, ecc., rientri nell’ambito di applicazione di questa normativa.

Quali claims sono vietati o fortemente limitati?

La ECGT stabilisce un elenco tassativo di pratiche considerate ingannevoli se non vengono rispettate condizioni molto rigorose. Le più rilevanti per packaging e artwork:

1. Dichiarazioni ambientali generiche prive di evidenze

Termini come:

  • “Ecologico”, “eco”, “verde”, “sostenibile”
  • “Rispettoso dell’ambiente / del pianeta”
  • “Biodegradabile”, “compostabile” (senza specificare condizioni e norme)
  • “Impronta ridotta”, “minore impatto ambientale”
  • “Climaticamente neutro”, “carbon neutral”, “CO₂ offset”

Sono vietati come asserzioni generiche, a meno che non si possa dimostrare un’eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali, con dati verificabili, metodologia pubblica e, in molti casi, verifica da parte di terzi.

In pratica: non basta più scrivere “confezione più sostenibile” sul fronte del pack senza spiegare in che cosa, in che misura, come viene misurato e chi lo verifica.

2. Claims basati unicamente sulla compensazione delle emissioni

Affermare che un prodotto o un marchio è “a impatto zero” o “carbon neutral” perché si sono acquistati crediti di carbonio al di fuori della propria catena del valore è vietato.

Ciò che conta è la riduzione effettiva delle emissioni, non la compensazione. Le dichiarazioni di neutralità climatica saranno ammissibili solo se basate su riduzioni effettive all’interno della catena del valore e se seguono metodologie riconosciute.

3. Marchi ed etichette di sostenibilità non verificabili

Qualsiasi marchio, proprio o di terzi, che suggerisca sostenibilità deve basarsi su un sistema di certificazione trasparente, aperto e sottoposto ad audit, oppure essere istituito da un’autorità pubblica.

I “marchi fatti in casa” senza criteri pubblici, senza audit esterni e senza una governance chiara rappresentano un rischio diretto di greenwashing.

4. Informazioni ingannevoli su durabilità, riparabilità e riciclabilità

La legge amplia il concetto di pratica commerciale sleale per includere informazioni false o fuorvianti su:

  • Durabilità del prodotto
  • Riparabilità (ricambi, periodo di disponibilità, difficoltà)
  • Riciclabilità reale (non teorica) della confezione

Se il tuo packaging riporta “100% riciclabile” ma, nella pratica, quel materiale non viene raccolto né riciclato nella maggior parte dei comuni, potresti essere in violazione.

Quali evidenze richiede la normativa?

A partire dal 27 settembre 2026, ogni dichiarazione ambientale rilevante su packaging e comunicazioni commerciali dovrà soddisfare almeno tre condizioni:

  1. Dati verificabili
    Non bastano stime interne o dichiarazioni d’intenti. Servono registri, calcoli e prove che possano essere esaminati.
  2. Metodologia pubblica e comprensibile
    Devi essere in grado di spiegare come misuri ciascun claim: norma utilizzata, perimetro, unità di misura, periodo di riferimento, ecc.
  3. Verifica da parte di terzi (per i claims sensibili)
    Per le affermazioni su impatto ambientale, riduzione delle emissioni, benefici sociali, ecc., è previsto un audit esterno documentato.

Questo trasforma i team di regulatory affairs, packaging e compliance in custodi fondamentali di ogni comunicazione destinata alla stampa o a una campagna.

Perché tutto questo ha un impatto diretto sui tuoi artwork

Finora molte aziende gestivano i green claims come un “dettaglio di marketing” o un testo da aggiungere al design se avanzava spazio. Con la ECGT, ogni claim diventa un asset regolamentato, con rischi legali e reputazionali.

Ciò significa:

  • Rivedere l’intero portfolio di packaging alla ricerca di claims potenzialmente problematici.
  • Confrontare ogni claim con le evidenze disponibili (studi, LCA, certificazioni, norme).
  • Aggiornare gli artwork per eliminare, riformulare o precisare le affermazioni non più ammissibili.
  • Garantire che la versione approvata nel sistema sia quella compliant e che ogni modifica passi attraverso il controllo regolatorio.

Non è un caso che il regulatory affairs manager del nostro cliente volesse scaricare tutti gli artwork approvati in un colpo solo: deve effettuare uno screening massivo prima del 27 settembre 2026.

Il problema operativo: migliaia di artwork, centinaia di SKU, più mercati

Immagina un’azienda con:

  • Diverse migliaia di artwork attivi
  • Decine di categorie di prodotto
  • Più paesi, lingue e normative locali
  • Team di marketing, packaging, regulatory, legal e produzione coinvolti

Effettuare una “verifica a tappeto dei green claims” scaricando gli artwork uno a uno è insostenibile in termini di tempo e risorse. Inoltre, aumenta il rischio di:

  • Rivedere versioni obsolete
  • Perdere la tracciabilità di quale claim sia stato approvato e quando
  • Non rilevare differenze tra mercati (un claim valido in uno può non esserlo in un altro)

È qui che la gestione degli artwork smette di essere solo una questione di “workflow” e diventa una questione di conformità normativa.

Come MyMediaConnect aiuta ad affrontare la ECGT nel packaging

MyMediaConnect non è solo uno strumento di approvazione dei design. È una piattaforma centralizzata che consente di:

1. Disporre di un inventario unico e aggiornato di tutti gli artwork

Tutte le confezioni, etichette, secondary packaging, materiali POS e promozionali si trovano in un unico luogo, con:

  • Versione approvata in vigore
  • Cronologia delle versioni
  • Commenti e decisioni di ogni stakeholder

In questo modo si sa esattamente cosa è sul mercato e cosa è in pipeline.

2. Filtrare e dare priorità per claim, categoria, mercato e rischio

Anche se ogni implementazione può variare, la logica è chiara: se puoi taggare o associare i claims agli artwork (ad esempio tramite metadati, commenti chiave o documenti allegati), puoi:

  • Individuare rapidamente tutti i pack che includono termini come “eco”, “sostenibile”, “carbon neutral”, ecc.
  • Dare priorità alle revisioni in base al rischio (claims più sensibili, mercati più severi, categorie più esposte).

3. Centralizzare la collaborazione tra regulatory, marketing e packaging

La ECGT impone che il team regulatory affairs abbia voce in capitolo su claims che prima venivano decisi solo dal marketing. Con una piattaforma come MyMediaConnect:

  • I team regulatory possono commentare, richiedere evidenze e bloccare le approvazioni se manca documentazione.
  • Marketing e design vedono i commenti nel contesto, direttamente sull’artwork, e non in interminabili catene di email.
  • Resta traccia di chi ha approvato cosa, con quali motivazioni e in quale data.

Questo è fondamentale in caso di ispezione o reclamo: puoi dimostrare che c’è stato un processo di revisione documentato.

4. Ridurre il rischio di versioni non compliant sul mercato

Uno dei rischi maggiori è la coesistenza di:

  • Una versione “vecchia” con claims non conformi
  • Una versione “nuova” già adeguata alla ECGT

Se il flusso di approvazione non è centralizzato, è facile che la produzione o il fornitore stampino la versione sbagliata. MyMediaConnect aiuta a garantire che:

  • Solo l’ultima versione approvata sia accessibile come “in vigore”
  • Ogni modifica rilevante ripassi attraverso il flusso di validazione
  • Resti una tracciabilità completa del ciclo di vita dell’artwork

Un caso reale: dalla “strana richiesta” al progetto strategico

Tornando alla domanda iniziale del nostro cliente di regulatory affairs: quella che a prima vista sembrava una richiesta “strana” (scaricare migliaia di artwork per rivedere i green claims) è in realtà il sintomo di qualcosa di molto più grande.

Questa azienda sta:

  • Prendendo sul serio la ECGT
  • Riconoscendo che la non conformità non è solo un rischio legale, ma anche reputazionale e di fiducia dei consumatori
  • Comprendendo che la revisione dei claims è un progetto trasversale che coinvolge packaging, marketing, legal, supply chain e direzione generale

Il fatto di avere già migliaia di artwork approvati in MyMediaConnect è un enorme vantaggio: parte del lavoro più gravoso (centralizzazione, cronologia, collaborazione) è già fatta. Ora si tratta di:

  • Definire un metodo di screening dei claims
  • Assegnare i responsabili per categoria e mercato
  • Utilizzare la piattaforma per stabilire le priorità, commentare e approvare gli aggiornamenti necessari

In altre parole: trasformare un requisito normativo in un’opportunità per riorganizzare e professionalizzare la gestione del packaging.

Cosa puoi fare fin da subito (prima del 27 settembre 2026)

Se la tua azienda ha packaging con claims ambientali o sociali, questi sono i passi minimi consigliati:

  1. Censire tutti gli artwork con claims
    Individua dove compaiono termini come “eco”, “sostenibile”, “biodegradabile”, “carbon neutral”, ecc., su packaging, pubblicità ed e-commerce.
  2. Classificare per livello di rischio
    Dai priorità ai claims più sensibili (neutralità climatica, biodegradabilità, confronti di “minore impatto”, ecc.) e ai mercati più esposti.
  3. Raccogliere le evidenze disponibili
    Per ogni claim, raccogli studi, LCA, certificazioni, norme e metodologie che lo supportino. Se non esistono, contrassegna quel claim come “da riformulare o eliminare”.
  4. Aggiornare gli artwork e approvarli formalmente
    Utilizza il tuo sistema di gestione degli artwork per:
    • Proporre nuove versioni senza claims problematici o con formulazioni più precise
    • Coinvolgere il team regulatory affairs nell’approvazione finale
    • Lasciare traccia della decisione
  5. Comunicare internamente le nuove regole
    Assicurati che marketing, design e agenzie esterne conoscano i nuovi limiti e il processo di validazione dei claims.
  6. Predisporre un piano di monitoraggio continuo
    La normativa non è un intervento “una tantum”. Ogni nuovo lancio, riformulazione o campagna deve passare attraverso lo stesso filtro.

Perché è più di semplice conformità: è fiducia nel marchio

La ECGT non arriva per “infastidire”, ma per ristabilire la fiducia dei consumatori, saturi di claims vaghi, contraddittori o addirittura falsi.

I marchi che:

  • Elimineranno il rumore green
  • Manterranno solo claims solidi e verificabili
  • Saranno trasparenti su ciò che fanno realmente

guadagneranno credibilità nel medio periodo. Quelli che cercheranno di “far passare” claims dubbi si esporranno a:

  • Sanzioni da parte delle autorità di tutela dei consumatori e della concorrenza
  • Reclami di consumatori e ONG
  • Danni reputazionali difficili da riparare

In questo contesto, una buona gestione degli artwork non è un costo, ma una polizza assicurativa.

Il ruolo di MyMediaConnect nella tua roadmap ECGT

MyMediaConnect non sostituisce i tuoi team legali o di regulatory affairs, ma offre loro:

  • Visibilità completa sul portfolio di packaging
  • Uno spazio comune per discutere e validare i claims
  • Tracciabilità di decisioni e versioni
  • La capacità di estendere la revisione a centinaia o migliaia di SKU senza andare in affanno

La “strana richiesta” del nostro cliente è, in fondo, un segnale che il mercato sta maturando: il packaging non è più solo un supporto grafico, è un documento regolatorio.

Se la tua azienda vuole arrivare al 27 settembre 2026 in tutta tranquillità, è il momento di trattare gli artwork per ciò che sono: asset critici per la conformità e la fiducia nel marchio.

Fonti

→ Se vuoi scoprire come MyMediaConnect può supportare il tuo progetto di revisione dei green claims e di conformità alla direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori, possiamo organizzare una sessione dedicata al tuo team di regulatory, packaging e marketing. Richiedi una demo →
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